È stato pubblicato il 30 ottobre 2026 su pv-magazine.it un articolo di Massimiliano Tripodo che riporta il rapporto del Gestore dei servizi energetici (GSE) sulle procedure competitive per le fonti rinnovabili nel settore elettrico in Europa. Il rapporto analizza le esperienze di Germania, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Danimarca, Portogallo, Paesi Bassi, Romania e Irlanda, con dati aggiornati prevalentemente al 31 dicembre 2025.
Secondo il GSE, le aste rappresentano il principale meccanismo di assegnazione degli incentivi alle fonti rinnovabili in Europa. Dall'analisi emergono due standard ormai consolidati: il Contratto per differenza (CfD) a due vie e la remunerazione pay as bid, adottati dalla maggior parte dei Paesi analizzati. L'Italia si distingue per l'ampiezza dei contingenti banditi e per gli strike price tra i più bassi d'Europa, soprattutto nel fotovoltaico.
Nonostante le differenze nei meccanismi di remunerazione e nella neutralità tecnologica, il report evidenzia una convergenza verso CfD a due vie e pay as bid. Lo studio fa il punto anche sul mercato secondario dei CfD, sugli accumuli e sui criteri non di prezzo. In Italia, la neutralità tecnologica resta un tema centrale, con riflessioni in corso sull'introduzione parziale di criteri non di prezzo.
L'Italia ha bandito il contingente singolo più ampio di fotovoltaico, pari a 8 GW, con uno strike price medio di 57 €/MWh, tra i più bassi a livello europeo. Dal 2026, i criteri non di prezzo del regolamento Nzia cambieranno radicalmente il quadro per gli accumuli, chiamati a compensare la generazione variabile delle rinnovabili.
Convergenza verso il CfD a due vie
Il CfD a due vie garantisce al produttore uno strike price minimo e restituisce l'extra-profitto al sistema quando i prezzi di mercato lo superano. La Germania ha annunciato il passaggio al CfD bidirezionale per ridurre il rischio di sovracompensazione. La Danimarca lo ha adottato per l'eolico offshore dopo un'asta andata deserta e i Paesi Bassi utilizzano una variante con floor per il sussidio.
Remunerazione pay as bid
Il pay as bid è il modello prevalente e premia l'offerta più bassa per ciascun contingente, eccetto per la Gran Bretagna che applica il pay-as-clear, dove tutti i vincitori ricevono lo stesso prezzo.
Selezione dei progetti
La maggioranza dei Paesi seleziona i progetti in base al prezzo offerto in €/MWh. Il caso olandese è l'unico in cui la competizione avviene sul costo per tonnellata di CO2 evitata (€/tCO2).
Neutralità tecnologica
Tra i Paesi analizzati emergono approcci divergenti. La Gran Bretagna applica una neutralità per gruppi (fotovoltaico ed eolico onshore nello stesso "pot"), mentre l'Irlanda ha una neutralità parziale con correzioni sull'offerta.