Il 26 ottobre 2026, pv-magazine.it ha pubblicato un articolo che esamina l’impatto della revisione dei coefficienti del Capacity Market sulle strategie di investimento nel mercato BESS (Battery Energy Storage System) in Italia, attraverso le opinioni di quattro professionisti del settore, tra cui Valeria Viti, partner presso PedersoliGattai, e Pietro Viganò, partner presso Advant Nctm.
Le nuove Disposizioni Tecniche di Funzionamento (DTF 2), trasmesse da Terna il 18 settembre 2026 e approvate da Arera con la Delibera 370/2026 del 14 ottobre 2026, introducono una revisione dei coefficienti di capacità degli accumuli, riducendo il ruolo dei BESS nel Capacity Market. Il decreto Mase n. 327 del 16 ottobre riduce la capacità riconosciuta alle batterie, introduce coefficienti differenziati per durata e area geografica e fissa un limite di import sulla frontiera Nord a 1.700 MW. L’asta è programmata per il 21 dicembre 2026.
Secondo Valeria Viti, le principali novità introdotte dal decreto Mase n. 327 del 16 ottobre riguardano tre aspetti fondamentali: la riduzione della capacità riconosciuta alle batterie, l’introduzione di coefficienti differenziati per macro-aree e durata dell’accumulo e l’imposizione di un limite di import sulla frontiera Nord, fissato a 1.700 MW. Questi cambiamenti, ha spiegato, potrebbero ridefinire le strategie di investimento nel mercato BESS, richiedendo una maggiore attenzione ai fattori geografici e di durata dei sistemi di accumulo.
Pietro Viganò ha chiarito che il principio di irretroattività degli atti regolatori e la tutela del legittimo affidamento si applicano principalmente a situazioni già definite, come un’aggiudicazione. Secondo la sua analisi, una modifica dei parametri per un’asta futura, se annunciata con anticipo e limitata a quell’anno, non dovrebbe configurare una violazione di questi principi, consentendo una certa flessibilità normativa.
Marcello Astolfi, managing partner presso Studio Legale Project-Lex, ha sottolineato che non si configura in via di principio una retroattività degli effetti del provvedimento. Tuttavia, ha evidenziato l’esigenza di una maggiore certezza regolatoria per gli operatori del settore. Secondo Astolfi, il quadro normativo dovrebbe essere stabilito con almeno tre o cinque anni di anticipo rispetto all’asta di riferimento, per permettere agli investitori di pianificare strategie di investimento coerenti e sostenibili.
Germana Cassar, partner di DLA Piper, ha evidenziato che la revisione dei coefficienti potrebbe avere effetti significativi sulla configurazione degli impianti BESS. Secondo la sua analisi, la revisione potrebbe, almeno teoricamente, incentivare gli operatori a valutare configurazioni di maggiore durata, comprese quelle da sei o otto ore. Tuttavia, Cassar ha sottolineato che, in assenza di un quadro regolatorio stabile e prevedibile, gli investitori potrebbero continuare a privilegiare configurazioni da quattro ore, considerate più sicure in termini di rischio regolatorio.