Uno studio pubblicato il 22 ottobre 2026 dagli ingegneri dell’Università di Palermo analizza l’impatto dei modelli di condivisione virtuale dell’elettricità e delle configurazioni di proprietà degli impianti fotovoltaici sui benefici economici di una comunità energetica rinnovabile (CER) in ambito urbano. Lo riporta Qualenergia, riprendendo l'articolo di Smart Green Post.

Lo studio, intitolato “Comparison of virtual energy sharing schemes for renewable energy communities under European regulations: A mixed-use case study in Italy”, prende come riferimento una CER simulata composta da tredici edifici universitari e venticinque residenziali a Palermo, alimentata da un impianto fotovoltaico da 2,75 MW (universitario) o da installazioni diffuse per 3,7 MW complessivi.

Tra i principali risultati emerge che, grazie a una precisa configurazione di condivisione virtuale, il 99% della produzione fotovoltaica viene utilizzato direttamente dagli utenti o valorizzato attraverso la condivisione, massimizzando l’autoconsumo e riducendo gli sprechi di energia. I benefici economici annui simulati raggiungono circa 1,11 milioni di euro, derivanti da risparmi in bolletta, incentivi e ricavi dalla vendita dell’energia.

Secondo Marcello Avanzini, dell’Università di Palermo, “una delle principali conclusioni dello studio è che la partecipazione di grandi consumatori non-residenziali come prosumer all’interno della CER genera più valore economico complessivo rispetto alla loro partecipazione come produttori esterni”.

Lo studio sottolinea anche che la distribuzione dei benefici tra i membri della CER dipende dal regolamento interno e dai vincoli del GSE, oltre che dal corretto dimensionamento degli impianti e dalla scelta della configurazione di condivisione.

Pur non includendo i costi di investimento e gestione, lo studio stima un costo di 600 EUR/kW e indica un tempo di ritorno di circa un anno e mezzo per lo scenario VSC2. Tuttavia, questi dati sono indicativi e non costituiscono un calcolo di ritorno finanziario completo.

In sintesi, la ricerca evidenzia l’importanza di valutare non solo le superfici disponibili per i pannelli, ma anche i profili di consumo degli aderenti, per ottimizzare la gestione energetica e i benefici economici delle comunità energetiche rinnovabili.

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