La Conferenza Unificata del 22 ottobre 2026 ha sancito l’intesa tra Governo, Regioni, Province autonome, ANCI e UPI sullo schema di decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) che introduce modifiche e integrazioni al DM 7 agosto 2025, in materia di incentivi per l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Il provvedimento si inserisce nell’ambito dell’articolo 10, comma 2, del D.Lgs. 199/2021.
Le osservazioni delle Regioni
Le Regioni hanno espresso parere favorevole, condizionandolo a un documento di osservazioni e proposte emendative che il Governo ha definito “non vincolanti”. La Conferenza ha preso atto di tale qualificazione e ha acquisito il parere formale favorevole con condizioni.
L’intesa raggiunta sblocca un passaggio amministrativo essenziale, ma il decreto non è ancora operativo: dovrà essere adottato definitivamente dal Ministro e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, fase che potrebbe richiedere ulteriori settimane. Fino ad allora, le pratiche restano regolate dal DM 7 agosto 2025 e dai provvedimenti attuativi del 2026.
La crisi del conto termico
Il conto termico gestito dal GSE, con un tetto annuale di 900 milioni di euro (400 per le pubbliche amministrazioni, 500 per i privati di cui 150 riservati alle imprese), è andato in sofferenza per una domanda superiore alle risorse disponibili. Il 3 marzo 2026 il GSE ha sospeso l’invio di nuove richieste, riaprendo il 13 aprile solo per quelle ad accesso diretto. Il MASE ha poi riequilibrato i limiti di spesa tra PA e privati con il decreto direttoriale n. 72 del 10 aprile, portando a 450 milioni ciascuno i rispettivi budget.
La proroga delle tempistiche
Il GSE ha concesso una proroga di 40 giorni per le richieste relative a interventi conclusi tra il 25 dicembre 2025 e il 12 aprile 2026, come chiarito nella FAQ KB0017802 del 13 aprile. Tuttavia, il portale è rimasto aperto alle prenotazioni per soli trenta giorni, una durata che le Regioni hanno considerato insufficiente per completare le procedure, soprattutto per i grandi progetti delle amministrazioni pubbliche.
L’iter del provvedimento
Lo schema di decreto è stato trasmesso il 6 agosto 2026. Le Regioni hanno inviato le loro osservazioni il 17 settembre, seguite da una riunione tecnica il 21 settembre. L’ANCI ha formalizzato le proprie proposte il 5 ottobre. Il 19 ottobre il Ministero ha trasmesso una nuova versione del testo, accompagnata dalle proposte emendative accoglibili e da una tabella di controdeduzioni.