Secondo La Repubblica, Enea ha annunciato il progetto “Risorsa idrica e sistema energetico”, coordinato dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) e che vede la partecipazione di sette università italiane. Al centro dello studio c’è il fotovoltaico galleggiante (solare floating) e le sue possibili applicazioni su dighe, laghi, bacini idrici artificiali e aree di accumulo.

Il progetto punta a monitorare come la produzione elettrica interagisca con l’evaporazione, la temperatura e la qualità dell’acqua, con l’obiettivo di capire se e in che misura la presenza dei pannelli possa contribuire a ridurre la perdita di acqua dovuta all’evaporazione estiva.

“Le proiezioni climatiche ad alta risoluzione indicano, negli scenari a più elevate emissioni, un aggravamento delle condizioni di siccità, con conseguenze potenziali sia sulla disponibilità idrica che sull’agricoltura e sulla produzione energetica”, spiega il coordinatore del progetto Girolamo Di Francia.

Per questo saranno sviluppati sistemi di monitoraggio basati su sensoristica in grado di rilevare diversi parametri e piattaforme robotiche per l’ispezione e la manutenzione degli impianti. Il progetto prevede anche la realizzazione di un digital twin (gemello digitale) dell’ecosistema integrato fotovoltaico-corpo idrico.

Un altro obiettivo riguarda il riutilizzo delle acque reflue e delle risorse idriche non convenzionali per ridurre la pressione sulle fonti convenzionali e i consumi energetici. “Non è più possibile valutare una tecnologia energetica senza chiedersi quanta acqua richieda e quale impatto possa avere sulla risorsa e allo stesso modo, non si può programmare la gestione dell’acqua senza considerarne il costo energetico”, aggiunge Di Francia.

La ricerca punta inoltre a utilizzare i dati satellitari per costruire strumenti continuamente aggiornabili in grado di conoscere caratteristiche e disponibilità dei corpi idrici e valutare il potenziale energetico compatibile con altri usi.

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