A circa 36 ore dall'intervento del Governo sul taglio dell'accisa sul gasolio, Faib e Fegica denunciano il mancato trasferimento dello sconto fiscale agli automobilisti. Le due organizzazioni dei gestori sottolineano che, nonostante la riduzione di circa 5 centesimi al litro, il prezzo del diesel alla pompa non avrebbe ancora registrato una corrispondente diminuzione.
Secondo quanto dichiarato, la responsabilità non sarebbe dei gestori degli impianti, ma dei soggetti che stabiliscono i prezzi di vendita. Faib e Fegica chiedono quindi al Ministero competente e al Garante di verificare con maggiore attenzione l'andamento del mercato, anche per accertare se le risorse pubbliche stanziate stiano effettivamente raggiungendo gli automobilisti.
Le organizzazioni evidenziano inoltre come il mancato adeguamento del diesel alla riduzione dell'accisa dimostrerebbe che i prezzi continuano a essere determinati dalle compagnie petrolifere senza un vincolo effettivo collegato alla misura fiscale. In questo contesto, sostengono che il cosiddetto price cap non rappresenti un vero limite al prezzo.
Faib e Fegica rilanciano quindi la proposta di introdurre un sistema di contenimento dei prezzi definito e disciplinato per legge, che permetta di verificare in modo trasparente l'effettiva applicazione delle misure fiscali. Secondo le due organizzazioni, il sistema potrebbe essere realizzato su base settimanale, considerando anche il numero limitato di aziende coinvolte nella determinazione dei prezzi.
Nel comunicato, Faib e Fegica ricordano anche le altre misure pubbliche introdotte dal Governo, come i crediti d'imposta per autotrasportatori, agricoltori, pescatori e tassisti, oltre ai bonus destinati alle fasce più fragili della popolazione. In questo quadro, chiedono che vengano introdotte garanzie più solide per assicurare che le risorse stanziate raggiungano effettivamente i destinatari previsti.
Le due organizzazioni concludono ribadendo la necessità di regole verificabili e di strumenti di controllo adeguati, per evitare che le misure fiscali si traducano in vantaggi per pochi operatori anziché in benefici concreti per i consumatori e per le categorie interessate.
Faib e Fegica al Governo: sconto sul diesel senza ribassi alla pompa